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Marina Lespedeza

Questa è la pagina di Marina Lespedeza.
Marina fa parte del Laboratorio di scrittura creativa di Domodossola.
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01 febbraio 2024

Quasispecie

A proposito della tua domanda, in questo periodo il virus non viaggia molto. L’esito delle vaccinazioni verrà poi misurato nel prossimo autunno. La diminuzione dei ricoveri ospedalieri è dovuta a una minore circolazione del virus, in parte per le condizioni climatiche, caldo umido estive, alle cure domiciliari, che sembrano dimostrare l’ efficacia della risposta anticorpale innata sostenuta da antinfiammatori, composti fitochimici e alimenti tesi a rinforzare il sistema immunitario. Da febbraio parte della popolazione è stata vaccinata.

Per il vaccino Pfizer-Biontech si calcola una protezione anticorpale mediamente pari fino al 92-95%
In Italia, la finestra tra la prima dose e il richiamo, per motivi organizzativi e della distribuzione del vaccino, è passata dai 21 gg raccomandati dalla azienda produttrice ai 42 gg (fino a 35 per la somministrazione della seconda dose + la settimana in cui gli anticorpi esprimono la protezione massima). Nella sperimentazione circa il 90 % dei volontari aveva ricevuto la seconda dose nei 21 giorni. L’autorizzazione al commercio dell’EMA considera il dato della sperimentazione di fase 3, che specifica il richiamo non oltre i 42 giorni. L’Ema ha dato ai produttori dei vaccini per covid 19 approvati nel 2021 un’autorizzazione condizionale, quindi i produttori sono tenuti a registrare le reazioni avverse nel corso del periodo di sperimentazioni cliniche che si concluderanno nel 2023.
Il carattere di discrezionalità risiede anche nella valutazione dei piani vaccinali dei governi e dei loro comitati scientifici che possono, e lo hanno fatto, interpretare le tempistiche e le raccomandazioni per le fasce di età, fornite dalle aziende, sulla base della situazione epidemiologica, e soprattutto delle politiche vaccinali dei diversi Paesi, trasferite e assunte ai livelli delle amministrazioni nelle microrealtà geografiche loro interne.

La protezione tra la prima e la seconda dose del vaccino Pfizer-Biontech viene calcolata al 50%. Per questo viene fortemente raccomandato di continuare ad utilizzare i dispositivi di sicurezza e le norme anti contagio. Che succede dopo la seconda dose. I produttori hanno fornito un dato di efficacia relativo alla produzione di anticorpi, non in termini di protezione dall’infezione. Vuol dire che per una restante percentuale statistica il soggetto è ancora esposto all’infezione, e che può trasmetterla. Inoltre la medesima risposta anticorpale non è comune a tutti gli individui. Ancora, le migliaia di varianti diffuse in tutto il mondo rispondono differentemente ai vaccini. La copertura non è uniforme o non avviene. La risposta del sistema immunitario è sbilanciata. A queste varianti, è interessante notare, sono stati dati nomi che segnano una sorta di geo localizzazione, in realtà le varianti sono presenti nello spettro mutante del virus, definito come l’insieme di errori di copia valutati in accordo alle relative capacità replicative, nel contesto dell’insieme dei mutanti. Quando il virus inizia a replicarsi si formano nuovi RNA che sono leggermente diversi l’uno dall’altro. Si parla infatti di quasispecie virale, cioè una sequenza master e uno spettro mutante, dove la sequenza master è la sequenza nucleotidica dominante nella distribuzione genomica.
Spiega la dottoressa Loretta Bolgan, specialista in tecnologia farmaceutica e consulente scientifica (Commissione parlamentare di inchiesta sui militari, analisi dei vaccini pediatrici in collaborazione con Corvaiva).
«Se ci si vaccina con un vaccino che ha una sequenza univoca come quello della Pfizer, che è proprio una sequenza sintetizzata chimicamente in laboratorio, gli anticorpi saranno specifici per quel tipo di sequenza. Piuttosto ristretta. Se la persona si infetta, si infetta già con una popolazione, cioè con una quasispecie. Gli anticorpi si legheranno ai virus che hanno la spike più simile a quella del vaccino e quindi verranno selezionate tutte le altre. Si selezioneranno con più facilità quelle più diverse dalla spike del vaccino, le famose varianti. Il vaccinato seleziona le varianti. Più si vaccina, più si sviluppa vaccino resistenza».
Non è perciò corretto parlare di variante inglese, indiana o sudafricana. Ma più esatto dire la ‘cosiddetta’ variante inglese, indiana ecc. Questo ci dice soltanto il luogo in cui è stata rilevata per la prima volta una determinata variante. Analizzata la sequenza questa viene confrontata a campione nei diversi Paesi, nella distribuzione di una parte della popolazione che si è infettata. Ad oggi sono migliaia le varianti che non rispondono ai principali lineage classificati sui quali viene svolta l’indagine.

**Ci sono punti della sequenza in cui il virus può mutare prevedibilmente, che vanno a definire la struttura del virus. Se la struttura varia molto gli anticorpi vaccinali possono non riconoscere il virus.

 

Lespedeza
Lespedeza

03 febbraio 2024

Colazione

Il fondo della tazza è segnato da un piccolo cratere. Un’incisione a 1 cm dal bordo, lungo il corpo, della lunghezza di circa 4, segna la traccia dell’unghia, marcata dall’artigiana durante la lavorazione. Il mio viso si riflette, corre sulla ceramica, specchiato dalla cristallina, e luci e ombre del mattino io percepisco attraverso l’ondulazione lieve ma visibile impressa dal movimento della mano sul tornio.
Il manico della tazza, l’ansa, con l’attacco superiore a scudo, nel tratto inferiore è lobata. Disegna l’orecchio, il particolare anatomico. La tazza ha un corpo, una spalla, un piede, un labbro. E il corpo della tazza si espande come qualunque antropomorfo. Senza opporsi. Un’incarnazione, un avatar – “disceso”, che cresce nel palmo della mano. Ora anche le lettere si inclinano, le parole si curvano verso il palmo. La tazza profuma di tè e latte. Un aroma zuccherino di latte materno. L’aria ne muove il vapore, gocciole di liquido si posano sul bordo. C’è una brocca sul tavolo di limonata, ci sono un piattino con un limone intero, un vaso di marmellata di ciliege a pezzi, un piatto di Laveno, un cucchiaino da caffè d’argento, un coltello, e un barattolo vuoto di zucchero.

L’orecchio, senza contraddizione, quando avvicino le labbra al bordo della tazza – e in questo bacio mattutino albeggia tutto il paesaggio intorno, si fa braccio, arto. La spalla, dove si innesta, carica la fatica liquida che le è assegnata. Fatica quotidiana, cognominale, come da pane, nobile. Pane amico della gente, tentazione nell’abbondanza. Dramma. Le dita sconosciute, alla creazione di quelle fioriture. Petali morbidi di un pane lavorato finemente. Pan di rose. Ma triste infinitamente, lo spogliarsi delle rose all’alba.


08/02/2024

“La sensazione degli immensi movimenti del mondo”. Registro, annoto l’espressione della pagina. Là si appunta l’idea, il resto sfoca. Volevo dire questo, ho invece detto: “…leggi naturali”. Nessuna legge sancisce questo incontro, questo abbraccio.
Famiglia, provenienza, letture; solo il movimento dei pianeti, o i numeri, la coincidenza o tangenza dei tempi e degli spazi nel reticolo della città.

Dai toni, ora caldi ora freddi, rassegnati eppure lontani – mi chiama, forse un invito a prendere l’iniziativa. Io sogno un vento forte che non fa volare.
Azioni confuse, ambivalenza.
Il tempo nel pentagono scorre in attesa che un evento esterno ci allontani dalle coordinate regolate. Imprigionano un po’. A volte sono i libri, o le ferrovie. Un messaggio ricevuto da un amico residente all’estero, che vorremmo arrivasse al più presto, ospite cardinale della casa. Lo spazio di abitudine. Quella luce che si irradia stancamente.
O si accende, e gratta il cuore e come un gatto si acquatta tra la polvere. E poi ne esce, furfante.
Chi più spericolato sa contare meglio e salta acrobatico tra un impegno e un amore di contrabbando.
“La sensazione degli immensi movimenti del mondo” apre spazi infiniti. Rituffa nel mistero di allineamenti planetari, dei loro moti, se cadiamo nelle braccia amiche.